
"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare e dargli spazio". (Italo Calvino da: Le città invisibili)
L'inferno lo incontriamo tutti i giorni e tutti i giorni incontriamo "chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno". A farlo durare non ci vuole molto, perchè chi o cosa non sono inferno difficilmente lo diventeranno. La cosa difficile è la conquista dello spazio, perchè lo spazio, chi lo ha, se lo tiene ben stretto. Anzi, sgomita e scalcia contro chi osa avvicinarsi. Chi ha lo spazio di solito alza il volume del suo impianto stereo per coprire il rumore sordo che entra dalle sue finestre, rigorosamente chiuse. Molti per fortuna scelgono di restare sotto quelle finestre ed aumentare il tono della voce, e coinvolgono altri per alzare il volume del brusio. Il nostro "inferno dei viventi" assomiglia sempre più ad una discarica, e noi ci siamo dentro. Ci rimarremo almeno sino a quendo quelle finestre si apriranno, e sino ad allora continueremo ad aumentare il volume del brusio.
Io ho scelto il rischio, "l'attenzione e l'apprendimento continui", perchè non posso rassegnarmi a fare parte dell'inferno dei viventi.
Questo sito è uno spazio offerto a chi "in mezzo all'inferno, non è inferno", con l'auspicio che possa fornire utili spunti di riflessione a chi avrà la curiosità e la voglia di seguirlo.
Al Ministro dell’Ambiente,
Dr. Corrado Clini
25 Aprile 2012
Spett.le Ministro, Caro Collega
da Medici avvertiamo l'esigenza di esprimere serie perplessità e dissenso per alcune posizioni da Lei assunte nello svolgimento delle Sue funzioni Ministeriali.
Le Sue dichiarazioni in favore della produzione di energia elettrica da centrali nucleari, la Sua posizione (più volte ribadita) a favore dell'incenerimento dei rifiuti, i recenti cospicui finanziamenti offerti per promuovere la combustione di biomasse in alcune regioni meridionali e, in ultimo, la Sua proposta di legge sulla combustione di rifiuti nei cementifici, rendono opportuno ricordarLe che numerose evidenze scientifiche nazionali ed internazionali hanno dimostrato che tutte le pratiche sino ad ora citate causano danni all'ambiente ed alla salute umana.
Riteniamo opportuno ricordarLe l'articolo 5 del codice deontologico dei Medici: “Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale determinante più importante della salute dei cittadini. A tale fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile per l’utilizzo appropriato delle risorse naturali anche allo scopo di salvaguardare l’utilizzo stesso da parte delle future generazioni”.
Anche qualora Lei non riconosca valide le evidenze scientifiche sino ad ora prodotte sulla nocività di centrali nucleari, inceneritori, impianti a biomasse e cementifici con o senza co-combustione di rifiuti, riteniamo opportuno ricordarLe la necessità del rispetto del principio di precauzione, citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Esso afferma che ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale.
La realtà, per fortuna composta da numerosi esempi nazionali ed internazionali costruiti nel rispetto della sostenibilità ambientale, ha dimostrato che esistono alternative valide all'energia nucleare (come il nostro Paese ha democraticamente scelto), all'incenerimento dei rifiuti e alla combustione di biomasse.
Crediamo che compito principale del Ministero dal Lei diretto sia la tutela del bene comune e il perseguimento di un futuro sostenibile, nel rispetto del principio di precauzione.
Scriveva Lorenzo Tomatis, medico come Lei e noi, per anni Direttore della IARC: "Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c'è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l'insorgere del cancro, impedendo l'esposizione alle sostanze che lo provocano. La PREVENZIONE PRIMARIA si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti - il ricco come il povero - ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie".
Tutti siamo responsabili dell'ambiente. I medici lo sono due volte.
Da quanto sopra, riteniamo che Lei, da cittadino, Medico e Ministro, lo sia tre volte.
Cordiali saluti
Dr. Agostino Di Ciaula – internista ospedaliero – Modugno (BA)
Dr.ssa Patrizia Gentilini – oncoematologa - Forlì
Prof. Onofrio Caputi Iambrenghi – Chirurgo Generale - Università degli Studi di Bari
Dr. Gustavo Mazzi – Servizio Immunotrasfusionale USL 11 - Pordenone
Dr. Antonio Faggioli – Bologna - Libero docente in Igiene Univ. di Bologna
Dr. Manrico Guerra – Parma
Dr. Giovanni Vantaggi – Gubbio - Consigliere Comunale
Dr. Giovanni Invernizzi - Sondrio
Dr. Edi Cudicio – Medico dello Sport - Torreano (UD)
Dr.ssa Cecilia Castellani – Pisa – Ginecologo
Dr. Giuseppe Miserotti – Ordine dei Medici di Piacenza
Dr. Giuseppe Palazzo – odontoiatra - Foggia
Dr. Matteo Zuccarino – Apricena (FG)
Dr. Tonino D’Angelo – San Severo
Dr. Ferdinando Laghi – internista ospedaliero - Castrovillari
Dr. Gian Luca Garetti – Firenze
Dr. Maurizio Portaluri – Medico Nucleare - Brindisi
Dr. Giovanni Scimenes – San Severo
Dr. Gaetano Rivezzi – pediatra – Caserta
Dr. Giorgio Siro Carniello – Direttore Dip.Medico Specialistico Riabilitativo, Pordenone
Dr. Giovanni Bianco – Foggia
Dr.ssa Rosa pedale – Foggia
Dr. Cosimo Scatigna – Ceglie Messapica (BR)
Dr. Massimo Milandri – Forlì
Dr. Matteo Marolla - Torremaggiore (FG)
Dr. Gianluca Vasumi – Forlì
Dr. Prisco Piscitelli - Istituto Scientifico Euro Mediterraneo, Brindisi
Dr. Nicola Delli Quadri – S.C. area staff Direzione Strategica- Pordenone
Dr.ssa Daniela Valpiani – Gastroenterologa - Forlì
Dr.ssa Marina Risi – SIPNEI – Roma
Dr. Gaetano Filipponio - Castiglion Fiorentino ( Arezzo )
Dr.ssa Ilaria Gemo – NPI - Università di Pisa
Dr. Paolo Franceschi – pneumologo ospedaliero Savona
Dr. Mario Frusi – Cuneo
Dr. Carlo Capone – Parma
Dr. Giovanni Zanardi – Parma
Dr.ssa Maria Cirelli – Parma
Dr. Fabio Paterniti – Parma
Dr. Franco Galanti – Medico Ospedaliero – Pordenone
Dr.ssa Cesira Pollici - Treviso
Dr. Adriano Cattaneo – Trieste
Dr.ssa Annalena Saletti – Pediatra di Libera Scelta - Meldola
Dr. Lucio Sibilia– Università “La Sapienza” - Roma
Dr.ssa Giuseppina Abbate – Palermo
Dr.ssa Anna Cira Galassi – Apricena (FG)
Dr. Salvatore Biancofiore - Apricena (FG)
Dr. Costanzo Ricco - Apricena (FG)
Dr. Luigi Costanzo – Frattamaggiore
Dr. Cosimo Scatigna – Brindisi
Dr. Felice Vitullo – Lanciano
Dr. Gianfranco Porcile - Genova
Dr. Dino Leonetti – oncologo – Andria
Dr. Eugenio Bonomo, - Melilli - Ordine dei Medici di Siracusa
Dr. Sergio Conti Nibali – Messina - pediatra ACP
Dr.ssa Oriana Cortellino –Medico Nucleare - Barletta
Dr.ssa Maria Lucrezia Altieri – Barletta
Dr. Giuseppe Dipaola - Coordinatore TSRM - Consigliere Provinciale BT
Dr. Roberto Alberto De Blasi – Prof. Ass. Anestesiologia – Univ. "La Sapienza" - Roma
Dr. Paolo Basevi – Medicina Interna – Parma
Dr. Fabrizio Cramarossa – Psichiatra – Modugno
Dr.ssa Anna Maria Virgili – Roma
Dr. Simone Hardt – Cuneo
Dr. Dario Bossi – Trieste
Dr. Mario C. Canciani – Pneumologo Pediatra – Udine
Dr. Gennaro Di Giovannantonio – Venezia
Dr. Lino Del Pup - Professore di ginecologia e ostetricia - Università di Udine
Dr. Antonio Marin - Roveredo in Piano (PN)
Dr. Fabrizio Bonfigli - Trieste
Dr.ssa Danila Rosetti - Medico Medicina Generale Forlì
Dr.ssa Patrizia Pecollo – Alba
Dr. Eugenio Bonomo Medico legale, Gastroenterologo - Melilli (SR)
Dr. Nino Imbrici – Neurochirurgo – Canosa di Puglia
Dr.ssa Lorena Pattera
Dr.ssa Annalisa Cotugno – Messina
Dr.ssa Angela Pinto – Pneumologa ospedaliera – Bisceglie
Dr. Roberto Santi – Chiavari
Dr.ssa Patrizia Bortolotto - Trieste
Prof. Mariano Cherubini - II f. Univ. Trieste, Spec. in Chirurgia e Urologia
Dr. Stefano Schierano - Trieste
Dr.ssa Teresa La Notte – Gastroenterologa ospedaliera – Bisceglie
Dr.ssa Annamaria Giuffreda – Vieste (FG)
Dr. Marco Calgaro – Novara
Dr. Alessandro Franchello – Chirurgo Generale e Toracico - Torino
Dr. Bartolomeo Terzano - MMG Campobasso
Dr. Carlo Proietti - Specialista in Igiene e medicina preventiva - Gruglisco (TO)
Non è la crisi economica che mi preoccupa, ma quella etica. Riusciranno pure a salvare le banche e l'economia degli Stati, ma sciogliendo nell'acido l'anima della gente. Il PIL sarà salvo, la felicità un ricordo lontano. Quando lo spread con i bund scomparirà, quello con i valori umani sarà ormai irrecuperabile. E' per questo che dobbiamo invertire l'ordine delle priorità. Ripartiamo dall'unica cosa che abbia senso: il valore della vita, non quello dell'euro.
I medici per l'ambiente e la maledizione di Cassandra
Per Cassandra il non venire creduta né ascoltata era una punizione divina. Sembra che anche per i medici possa valere lo stesso principio, ma con una riduzione di pena. Sembra infatti che la punizione principale per i medici debba essere quella di ripetere le loro verità per decenni (a volte secoli) prima di venire ascoltati e creduti. L’altra differenza è che a conferire tale punizione non è una divinità, ma una terrena e concreta volontà degli “affari privati” di interferire con gli affari della salute pubblica.
È noto sin dal 1924 (Cooke) che l’amianto provoca fibrosi polmonare. Nel 1935 (Lynch, Smith) venne segnalato il primo caso di tumore da amianto e nel 1953 (Boemke, Hueper) venne descritta in letteratura la prima serie di 61 casi di tumori da amianto. Per un secolo i medici hanno avvertito chiunque ed in qualunque modo sui danni irreversibili che l’amianto procura, restando assolutamente inascoltati. La storia, anzi, ha seguito percorsi diversi fino al picco di affari da amianto raggiunto negli anni ’80. In Italia abbiamo dovuto aspettare fino al 1992 per una legge che limitava questa follia e sino a febbraio del 2012 per una chiara sentenza di condanna da parte dei giudici di Torino.
Stiamo pagando questi ritardi a carissimo prezzo. È infatti incalcolabile il numero delle vittime che negli anni l’amianto ha causato e che continuerà a causare nel nostro Paese, visto che il picco di casi nei Paesi Occidentali si raggiungerà intorno al 2020, in relazione al picco di utilizzo di amianto avvenuto negli anni ottanta.
Esempi simili a quello dell’amianto ci sono per moltissime altre sostanze tossiche, come ad esempio il piombo, i cui primi effetti tossici vennero descritti addirittura nel 1839. Nel 1893 vennero riportati i primi casi di avvelenamento da piombo nei lavoratori dell’industria, e segnalazioni di questo tipo si sono ripetute, amplificate e affinate nel corso di decenni, interessando anche la presenza del piombo nelle emissioni in atmosfera. Eppure abbiamo dovuto aspettare sino agli anni ’80 per eliminare il piombo dalle benzine. Lo abbiamo fatto uscire dalle porte e fatto rientrare dalle finestre insieme all’arsenico, al cadmio al cromo e ad altri metalli pesanti, perché emessi in quantità industriali da numerosi impianti inquinanti, compresi quelli di combustione dei rifiuti o di produzione del cemento. Si potrebbe continuare parlando dei pesticidi, delle diossine, dei PCB e di centinaia di altre sostanze quotidianamente imposte ai nostri organismi in nome di affari privati da tutelare.
La salute è diventata nel corso dell’ultimo secolo un bene negoziabile. Viene barattata, anche grazie a inconsistenti misure di controllo e ad irrazionali e larghissimi “limiti di emissione”, in cambio di un presunto sviluppo economico che non ha nulla di sostenibile, ma che ha molto di criminale. I medici che si interessano oggi di ambiente, rispettando il proprio codice deontologico, si battono quotidianamente per sottolineare alle istituzioni i pericoli derivanti da inceneritori, centrali a combustibili fossili, onde elettromagnetiche, pesticidi e decine di altre minacce alla salute umana e all’ambiente. Cercano in tutti i modi di spiegare che è persino cambiato il modo di intendere l’epidemiologia, visto che il passaggio attraverso la placenta di sostanze inquinanti da madre a feto renderà possibili malformazioni fetali, programmerà l’espressione genica in modo tale da rendere probabile l’insorgenza di patologie in età adulta (dall’obesità alle malattie cardio-polmonari e ai tumori) e determinerà persino conseguenze trans-generazionali. In altre parole, l’effetto di sostanze inquinanti sul feto ne scriverà il destino futuro, facendo pagare caramente il biglietto di arrivo su questa terra. Tutto questo è indecente e inaccettabile per uno Stato civile che abbia a cuore il benessere dei propri cittadini.
L’inquinamento ambientale è questione etica prima ancora che epidemiologica o politica, e il ritardo biblico tra le evidenze epidemiologiche che i medici procurano e le scelte politiche di chi amministra non è più tollerabile. Non va demonizzata l’evoluzione tecnologica e industriale né il progresso delle infrastrutture, ma va cambiata l’unità di misura per valutarli. Questa non può più essere un PIL che non tenga conto del benessere dell’uomo e dell’ambiente che lo ospita, e non può più prescindere dal far preferire sviluppo imprenditoriale e scelte politiche che si muovano nei confini della sostenibilità.
Lettera aperta agli speculatori ambientali
Non posso iniziare come consueto con un “caro” o uno “spettabile”, perché non lo siete. Entrerò dunque subito nel merito della questione.
Per una volta non chiederò di interrompere il flusso dei vostri veleni ma di rispondere ad una esigenza che non tocca il portafogli, e che dunque potreste soddisfare senza subirne danno.
Sento di poter pretendere un’etica del malaffare. Penso che persino un comportamento moralmente inappropriato come il vostro possa mantenere una certa dignità, seppur malata.
Almeno questo credo che potremmo ottenerlo, considerato che non minaccia gli utili societari.
Di solito noi miseri cittadini perdiamo la sfida a braccio di ferro e non riusciamo ad arginare l’asfissia del bene comune da parte dell’interesse privato. Siete più forti voi, ne avete avuto dimostrazione decine di volte e le vostre vittorie hanno lasciato sul campo migliaia di vittime. Certo, ogni tanto ci prendiamo le nostre rivincite, ma sono sempre molte meno di quelle che giustizia meriterebbe.
Quello che vi chiedo è l’onore delle armi. Vorrei che si cercasse almeno di evitare l’offesa al nostro intelletto.
Sono stanco di vedervi con il sorriso sulle labbra mentre pugnalate alle spalle intere comunità, dicendo di farlo per il loro bene.
Non posso più tollerare che decidiate di incenerire rifiuti in una cementeria, dicendo che così si migliora la situazione ambientale del territorio.
Mi nausea l’ipocrisia che vantate imponendo un inceneritore come se faceste un regalo alla comunità.
Perdo la pazienza quando vi sento vantarvi di ridurre le emissioni di gas serra nel momento stesso in cui attivate una centrale elettrica che raddoppia le emissioni di CO2 del territorio in cui si trova.
Capisco la rabbia dei campani, ai quali avete voluto far credere di vivere nel pieno rispetto della legalità, nel momento stesso in cui venivano avvelenati facendogli ingoiare decreti legge all’arsenico.
Mi indispone e mi rattrista vedere bambini che non possono giocare in un parco contaminato dalla diossina, mentre le loro madri fanno la coda in un ambulatorio di radioterapia e voi vi mostrate come i salvatori dei posti di lavoro dei loro padri e dell’economia di una intera città.
È troppo pretendere che la melma di cui siete ricoperti non ricada anche su chi deve subire le vostre infamie ? oltre che salute, è proprio indispensabile sottrarci anche dignità?
Conservate pure i vostri soldi e guadagnatene sempre più, anche grazie alle meschine connivenze politiche che siete stati in grado di costruire.
Ma abbiate almeno la decenza di seguire un’etica leale, evitando forme di ipocrisia che sommano beffa al danno di chi ha la sventura di incrociarvi lungo la strada.
Credo che abbiate spalle abbastanza forti da poterci risparmiare la falsa ricerca di un consenso che comunque non potrà arrivare. Nonostante tutto, tutto vi è permesso.
Tutto, tranne il calpestare la dignità delle vite che vi prendete.
Abbiate almeno il buon gusto di tacere, e di percorrere le vostre squallide strade in silenzio.
Senza alcuna cordialità
Agostino Di Ciaula

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Sopra la città - Marc Chagall (1914 - 1918)
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